L’analisi per indici è una tematica divenuta sempre più rilevante in conseguenza dell’approvazione definitiva del Dlgs 14/2019, Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, di seguito «Codice», che sancisce per i sindaci e revisori il monitoraggio di appositi indicatori per l’emersione dello stato di crisi e l’attivazione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, misure queste, premiali in termini di responsabilità per gli amministratori e per gli organi di controllo delle società.

Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi.

Con riferimento alla continuità aziendale viene riformulato l’articolo 2086 del Codice civile obbligando l’imprenditore, diverso dall’imprenditore individuale, a istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Con riguardo agli indici l’articolo 13 del «Codice» ritiene indicatori significativi di crisi la sostenibilità dei debiti con i flussi di cassa previsti nei 6 mesi successivi, l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi, nonché la presenza di ritardi nei pagamenti reiterati e significativi. Ne consegue dunque l’evoluzione del ruolo degli organi di controllo verso un approccio non più solo economico e a consuntivo, ma anche orientato alla salvaguardia dei flussi di cassa e previsionale.

La norma assegna al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili il ruolo di elaborazione con cadenza almeno triennale di detti indici, approvati con decreto del ministero dello Sviluppo Economico i quali, valutati unitariamente, fanno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

In caso di fondati indizi di crisi (deterioramento degli indici), l’organo di controllo (sindaci e revisori) deve immediatamente informare il cda (il quale deve rispondere entro 30 giorni) per l’adozione delle iniziative conseguenti. In presenza di inerzia ovvero di misure ritenute insufficienti (nei successivi 60 giorni) l’organo di controllo informa l’Ocri (Organismo di composizione della crisi d’impresa) costituito presso ciascuna camera di commercio. La segnalazione tempestiva a detto Organismo costituisce per l’organo di controllo causa di esonero dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni poste in essere dall’organo amministrativo successivamente alla segnalazione.

Gli strumenti di allerta descritti si applicano ai debitori che svolgono attività imprenditoriale, con esclusione delle grandi imprese, di gruppi di imprese di rilevante dimensione e società con azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse fra il pubblico in misura rilevante, delle imprese che leggi speciali assoggettano in via esclusiva alla liquidazione coatta amministrativa, quali le banche, le imprese che esercitano attività di intermediazione finanziaria e le imprese assicuratrici, già soggette a specifici regimi di vigilanza.

Il decreto entra in vigore decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (14 febbraio 2019), ossia il 15 agosto 2020 salvo le norme sugli assetti organizzativi societari nonché quelle su responsabilità degli amministratori e nomina degli organi di controllo nelle Srl già vigenti dal 16 marzo 2019 (trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto).

In relazione a quest’ultimo punto l’obbligo di nomina dei collegi sindacali nelle Srl scatterà allorché per due esercizi consecutivi venga superato almeno uno dei seguenti limiti:
1.totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
2.ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
3.dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

di D. Rossetti  (da Quotidiano del Fisco, 24 Settembre 2019)